Vittorio Lombardi e "La Canzona di Campo Testaccio" PDF Stampa E-mail
Articolo di Carolina Tocci 
Come tutte le grandi storie, anche questa ha un inizio, ma bisogna tornare indietro di qualche anno, e precisamente al 1980. È un fresco mattino d’autunno e il telefono di Vittorio Lombardi squilla.
Dall’altra parte della cornetta, l’inconfondibile voce di Sandro Ciotti. Il giovane Vittorio in quegli anni ha il suo gruppo musicale con cui si esibisce nei locali di Roma, e Ciotti lo contatta per chiedergli se, con il suo gruppo, può registrare una canzone. Si tratta, naturalmente, di Campo Testaccio.
Così Vittorio e la sua band vanno al Capriccio, storico locale di via Veneto, a registrare il brano. Immaginate la scena, Sandro Ciotti che si presenta con tre tifosi piuttosto anziani che iniziano a cantare a squarciagola per far sentire la melodia e le parole al gruppo di Vittorio. I tempi strettissimi hanno fatto sì che il pezzo fosse inciso su uno di quei registratori portatili che Ciotti utilizzava per realizzare interviste. E questo è stato un bene, visto che in questo modo Campo Testaccio ha acquistato una veracità e un'impronta che ha fortemente contribuito al suo successo. Insomma, ascoltando quell’incisione, sembra di ascoltare una canzone degli anni Trenta, con i fruscii e i rumori di fondo che quella registrazione improvvisata ha saputo regalare. Ed è così che Ciotti pubblica il suo libro accompagnato dai due LP completi di tutte le canzoni.
 
       
 

Gli anni passano, siamo nel 2007, e la AS Roma festeggia i suoi primi ottant'anni con una cerimonia, neanche a dirlo, proprio nello storico quartiere di Testaccio. È stata in quell'occasione che la Imago Film ha fatto uscire una nuova edizione de La Roma Racconta, il vecchio progetto firmato da Sandro Ciotti, ma questa volta in DVD.
Nel frattempo allo stadio, oltre all'inno ufficiale, Roma Roma Roma di Venditti, la curva sempre più spesso rende omaggio al brano che più di tutti ha dimostrato di essere rappresentativo per la squadra e per i tifosi, Campo Testaccio, cantandolo a squarciagola.
Ora Vittorio, con l'aiuto del quotidiano Il Romanista, ha la possibilità di incidere una nuova versione di Campo Testaccio, questa volta in una sala di registrazione come si deve. Ha così riportato a nuova vita il brano, omaggiando il ricordo del suo autore, Toto Castellucci (che lo scrisse nel 1931) e tutti i tifosi della squadra.
 

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